Quattro materiali e un solo disco

Storia dell'ascesa e del declino dei materiali che compongono le fasce frenanti dei dischi Brembo

1982 - Disco fisso in alluminio. Questa soluzione è stata adottata per ridurre le masse sulle moto da Gran Premio 125 e 250 cc

1985 - Disco flottante in ghisa con campana in alluminio

2000 - Disco flottante con campana in alluminio e pista frenante in acciaio inox

2004 - Disco in carbonio MotoGP

Osservando i dischi freno in acciaio, lucido e brillante, della propria moto è difficile immaginare che questo tipo di materiale abbia avuto un utilizzo piuttosto marginale nella storia delle massime competizioni motociclistiche.
Sin dal suo esordio nel mondo delle competizioni moto nei primi anni 70, dei quattro diversi tipi di materiale utilizzati da Brembo per i dischi freno - ghisa, acciaio, alluminio e carbonio - è proprio l’acciaio quello che ha avuto vita più breve, soprattutto se parliamo della Moto GP.

Sin dall’esordio in pista delle gare su 2 ruote, Brembo ha utilizzato per i dischi freno la ghisa; i primi dischi avevano la campana in alluminio fuso con la fascia frenante avvitata sulla campana. Ai tecnici Brembo basta davvero poco, però, per comprendere il limite insito nei dischi aventi al fascia frenante solidale con la campana, infatti la fascia frenante soggetta a riscaldamento ha bisogno di espandersi termicamente senza vincoli rispetto alla campana.
Nascono così i dischi flottanti, capaci di ottimizzare peso e prestazioni. In questi dischi, la fascia frenante è libera di muoversi radialmente grazie al collegamento con la campana mediante l’impiego di bussole in alluminio.
Questo sistema consente la libera dilatazione termica della fascia frenante eliminando le deformazioni laterali responsabili della variazione della corsa della leva della pompa freno che induce nel pilota insicurezza sulla risposta in frenata.

Nel corso degli anni 80 la necessità di ridurre il peso nelle classi 125 e 250 spinge gli ingegneri Brembo a sperimentare con successo i dischi in alluminio rivestiti al plasma, che consentono di ottenere delle sensibili riduzioni di peso sulle cilindrate più basse senza compromettere l’efficacia della frenata.
Nella classe 500, invece, Brembo continua sulla strada dei dischi in ghisa, materiale che garantisce elevate prestazioni fino alle condizioni termiche più elevate.

Alla fine degli anni 80, il bando dell’amianto dalle pastiglie freno cambia i valori in gioco. I dischi freno in ghisa, infatti, erano caratterizzati da un notevole coefficiente di attrito se abbinati a pastiglie contenti amianto. Il divieto di utilizzare questo materiale impone a Brembo di pensare a un diverso materiale per la realizzazione dei propri dischi racing.
La scelta cade sull’acciaio, una lega che, oltre a presentare un buon coefficiente d’attrito se utilizzata con le nuove pastiglie senza amianto, consente anche una riduzione di peso rispetto ai dischi di ghisa grazie alle caratteristiche meccaniche più elevate.
Quello che è il materiale più largamente impiegato per i dischi freno delle moto stradali - l’acciaio inox - ha invece una vita assai breve nel mondo delle competizioni. Nel giro di qualche anno viene rapidamente sostituito con un materiale innovativo di derivazione aerospaziale: il carbonio.

A inizio anni 90, infatti, farà la sua apparizione questo nuovo materiale dalle caratteristiche rivoluzionarie, che verrà utilizzato per realizzare i dischi delle moto della classe regina, prima la per la classe 500 e poi per la MotoGP. I dischi in carbonio consentono un notevole risparmio di peso sulle masse non sospese, riducono sensibilmente l’effetto giroscopico migliorando la maneggevolezza della moto e garantiscono performance nettamente superiori a quelle offerte da quelli in acciaio.
Hanno però un difetto: non frenano efficacemente finché non raggiungono la corretta temperatura di esercizio; motivo per cui i piloti devono fare grande attenzione durante il warm-up e le prime curve successive alla partenza.
Per questo oggi, in Moto GP, in caso di pioggia o quando le condizioni atmosferiche non consento di raggiungere il range di temperature di funzionamento, vengono usati ancora i dischi freno in acciaio.

Al contrario della Moto GP, oggi i dischi in acciaio sono utilizzati in tutte le altre principali competizioni di velocità (come le classi Moto3 e Moto2 del motomondiale, il campionato SBK e AMA SBK) e rimangono la miglior scelta possibile per le moto stradali, garantendo doti di performance, comfort, durata e affidabilità in tutte le condizioni di utilizzo.